In questo articolo ci occuperemo della Procedura di Sovraindebitamento,  una legge che ormai è in vigore da alcuni anni (Legge n. 3/2012), ma che ancora non è ben conosciuta.

Giornalisticamente viene chiamata “legge cancella debito”. Questo è un mito da sfatare perché non è uno strumento che consente ai furbetti di non onerare gli impegni presi, ma è uno strumento che consente al debitore di trovare un accordo, grazie alla predisposizione di un piano, con i propri debitori.

Il fine è quello di consentire al debitore di ricominciare l’attività senza l’onta dell’insolvenza, riconquistando una funzione attiva nell’economia, ripartendo da zero, un vero e proprio cosiddetto “fresh start”.

La legge n.3 del 27 gennaio 2012 riguardante le disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione della crisi da sovraindebitamento, entrata in vigore il 29 febbraio 2012, ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazione (nel diritto italiano è la liberazione dei debiti non onorati, alla fine di una procedura fallimentare concessa al fallito che possiede determinati requisiti) destinata a coloro che non hanno i requisiti per poter accedere alle procedure concorsuali previste dalla legge fallimentare.

Questo procedimento è indirizzato ai privati, alle piccole imprese e alle start-up, e dà la possibilità di cancellare i debiti contratti dal debitore, compresi quelli verso il fisco. La legge è molto importante perché offre la possibilità di gestire situazioni debitorie molto complesse, arrivando fino alla cancellazione del debito, dando la possibilità al debitore non fallibile ad esempio piccole imprese, società artigiane o al consumatore la possibilità della cancellazione dei debiti al fine di partire da zero; e di ritornare attivamente nell’economia senza essere schiacciati dall’indebitamento preesistente.

Ma cosa è il sovraindebiramento?

Il sovraindebitamento è la situazione in cui il debitore, sia esso consumatore (persona fisica non titolare di partita IVA) o titolare di partita IVA non assoggettabile a procedure concorsuali, si ritrova nell’impossibilità di riuscire a ripagare i propri debiti con le risorse di cui dispone.

L’esdebitazione, un vantaggio da non sottovalutare

Per procedere con l’esdebitamento è necessario rivolgersi ad un organismo o un professionista abilitato come commercialisti, avvocati, notai e successivamente al tribunale. Il procedimento previsto dalla norma permette di sanare la situazione debitoria senza ripagare interamente i propri debiti. Infatti l’esdebitazione prevede un accordo con i creditori, questi dovranno sottoscrivere una proposta presentata dal debitore che rappresenti almeno il 60% dei crediti ed un piano di ristrutturazione.

A sorvegliare il procedimento, oltre al giudice, vi è l’organismo di composizione della crisi. Lo stesso deve predisporre il piano di ristrutturazione, procedere con l’esecuzione e verificare la veridicità dei dati, attestando la fattibilità del piano.

 

Dott. Giuliano Depresbiteris

Dott. Giuliano Depresbiteris
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